Un
Alieno a Sturgis!
Quando arrivi a Sturgis è come entrare in un formicaio,
dove le decine di migliaia di motociclisti si muovono incolonnati,
a passo d'uomo, con il costante rumore di sottofondo dei motori
Harley. Un rumore ininterrotto, giorno e notte. Goduria o tormento,
fate voi. Trovare un parcheggio sulla Main Street è impresa
ardua ma se riesci vale la pena occuparlo il più possibile,
per poter girare anche a piedi mentre la tua moto resta costantemente
"in vetrina".Comunque il rito di Sturgis si compie percorrendo le
due corsie della Main Street, con un filo di gas. Circa 400 metri
da ripetere per una cinquantina di volte al giorno. Questa è
la normalità ma i gli "integralisti" possono arrivare anche
al triplo. E' il più mistico degli atti di fede bikers. La
devozione assoluta ad un mondo, ad una cultura, ad uno stile di
vita. Durante la passerella devi esibire la tua diversità,
devi lanciare un messaggio, di qualunque genere, a chiunque: l'importante
è comunicare. Puoi comunicare in ogni modo, prima di ogni
cosa con l'immagine. Ci fermano in continuazione per chiederci da
dove veniamo, poi, sorpresi, vogliono sapere come abbiamo fatto
a portare le moto dall'Italia! Altre espressioni di stupore nell'apprendere
che la nostra destinazione ultima sarà San Francisco. "Ma
come fate ad attraversare tutta l'America con questo! - ci chiedono
indicando il Silver Wing. Eppure ancora sanno poco del nostro alieno.
Le domande tecniche non tardano: cubatura e frazionamento, prima
di ogni altra cosa. Bicilindrico? "Oh my God!" Certamente i loro
bicilindrici hanno un'altra voce, ma quando capiscono che in totale
assenza di vibrazioni, con un leggero fruscio, l'alieno filerà
via sulle freeway più veloce dei loro bisonti, traspare dai
loro volti un pò di amarezza. Cari Yankees, Sturgis è
ancora lontana!. Qualcuno ha un approccio meno superficiale nei
confronti dell'alieno. Comprende così come in Europa, ed
in Italia in particolare, il problema della mobilità urbana
sia grave e comunque assai diverso da quello Americano. Sicché
lo scooter si diffonde proprio in quanto mezzo idoneo al superamento
di questo handicap. Nello stesso tempo l'evoluzione tecnologica
ha trasformato lo "scooterino" da città in "scooterone" che,
pur senza tradire la facilità di movimento nei grandi centri
urbani, si presenta come valida alternativa alla moto nei trasferimenti
a medio e lungo raggio. Cominciamo ad essere visti con meno sospetto,
il confronto ha portato ad un riconoscimento reciproco. Purtroppo
i momenti vissuti a Sturgis corrono in fretta. Ed è tempo
di lasciarsi alle spalle Mount Rushmore, con i volti dei quattro
Presidenti scolpiti nella roccia. L'immagine-simbolo delle splendide
Black Hills chiude la nostra avventura a Sturgis. Ma il nostro viaggio
continuerà: dal Parco di Yellowstone, nel Wyoming, scenderemo
a sud attraversando il Nebraska, per poi salire in quota verso l'aria
rarefatta di Denver. Poi i boschi e le montagne del magnifico Colorado
si trasformeranno in paesaggi tormentati di sconvolgente bellezza,
dell'Indian Country, la regione delle riserve indiane. Scivoleremo
nei canyon dello Utah, sino a Moab, pregustando i suggestivi scenari
della Valley of Gods. Ancora in Colorado tra le verdi montagne del
Mesa Verde National Park, sino al paesaggio incantato della celebre
Monument Valley, scenari di "Ombre Rosse"! Le emozioni non ci lasceranno
riprendere fiato, neanche per un attimo: eccoci al tramonto sul
Lake Powell, con i suoi colori irreali. Poi
entreremo in Arizona, con la magia del Grand Canyon. Seguiremo il
Rio Colorado, in pieno deserto, e quando polvere e cactus ci avranno
infine saziato, laggiù, alla fine dell'Highways 93 ci attende
Las Vegas, che ammicca invitante come una sirena! Due notti di follie
nei più famosi hotel-casinò del Nevada, prima di affrontare
l'infernale Valle delle Morte, rapiti dal fascino di un paesaggio
senza vita. Sognavamo la California e, nel risalire i più
bei parchi nazionali, dal Sequoia allo Yosemite, conquisteremo San
Francisco! Già, da New York... proprio come noi! Per la verità
avremmo preferito arrivare direttamente a Sturgis con un volo diretto
da Roma. Tuttavia eravamo impegnati non solo per la Honda ma anche
con il tour operator Fullmonty Travel che, come ogni anno, ha organizzato
il favoloso Coast to Coast da New York a San Francisco in moto.
Sfruttando le opportune sinergie la Fullmonty ha potuto fornire
alla Honda Italia il necessario supporto tecnico-logistico. Container
navale per il trasporto del Silver Wing dall'Italia, pianificazione
dell'itinerario e mezzi assistenza al seguito. E così dal
cuore di Manhattan inizia, anche per noi, la lenta marcia di avvicinamento
al "santuario di Sturgis". La nostra rotta, dopo New York, Niagara
ed un breve sconfinamento in Canada, volge decisamente in direzione
west, passando per Chicago. L'interminabile ma suggestivo attraversamento
del Midwest, sconfinati campi di cereali che separano l'est dalle
montagne, ci ha consentito di familiarizzare on the road con i bikers
provenienti dalla east coast, come pure dal Quebec e dall'Ontario.
Ad ogni rifornimento ne incontravi a decine, magari appartenenti
alle più svariate "confraternite": gli Hell's Angels, gli
Outlaw, i Bandidos. Storia e leggenda di un fenomeno tipicamente
americano, un tempo punteggiato da fatti cruenti ed episodi veri
di malavita. Il Silver Wing richiama sempre il loro interesse. E
dire che alcuni di noi viaggiano su fiammanti e italianissime maxi-moto,
di quelle, per intenderci, che fanno sognare gli americani. Eppure
l'attenzione degli uomini tatuati è sempre per lui: il Silver
Wing. Quando arrivi a Sturgis è come entrare in un formicaio,
dove le decine di migliaia di motociclisti si muovono incolonnati,
a passo d'uomo, con il costante rumore di sottofondo dei motori
Harley. Un rumore ininterrotto, giorno e notte. Goduria o tormento,
fate voi. Trovare un parcheggio sulla Main Street è impresa
ardua ma se riesci vale la pena occuparlo il più possibile,
per poter girare anche a piedi mentre la tua moto resta costantemente
"in vetrina". Comunque il rito di Sturgis si compie percorrendo
le due corsie della Main Street, con un filo di gas. Circa 400 metri
da ripetere per una cinquantina di volte al giorno. Questa è
la normalità ma i gli "integralisti" possono arrivare anche
al triplo. E' il più mistico degli atti di fede bikers. La
devozione assoluta ad un mondo, ad una cultura, ad uno stile di
vita. Durante la passerella devi esibire la tua diversità,
devi lanciare un messaggio, di qualunque genere, a chiunque: l'importante
è comunicare. Puoi comunicare in ogni modo, prima di ogni
cosa con l'immagine. Ci fermano in continuazione per chiederci da
dove veniamo, poi, sorpresi, vogliono sapere come abbiamo fatto
a portare le moto dall'Italia! Altre espressioni di stupore nell'apprendere
che la nostra destinazione ultima sarà San Francisco. "Ma
come fate ad attraversare tutta l'America con questo! - ci chiedono
indicando il Silver Wing. Eppure ancora sanno poco del nostro alieno.
Le domande tecniche non tardano: cubatura e frazionamento, prima
di ogni altra cosa. Bicilindrico? "Oh my God!" Certamente i loro
bicilindrici hanno un'altra voce, ma quando capiscono che in totale
assenza di vibrazioni, con un leggero fruscio, l'alieno filerà
via sulle freeway più veloce dei loro bisonti, traspare dai
loro volti un pò di amarezza. Cari Yankees, Sturgis è
ancora lontana!. Qualcuno ha un approccio meno superficiale nei
confronti dell'alieno. Comprende così come in Europa, ed
in Italia in particolare, il problema della mobilità urbana
sia grave e comunque assai diverso da quello Americano. Sicché
lo scooter si diffonde proprio in quanto mezzo idoneo al superamento
di questo handicap. Nello stesso tempo l'evoluzione tecnologica
ha trasformato lo "scooterino" da città in "scooterone" che,
pur senza tradire la facilità di movimento nei grandi centri
urbani, si presenta come valida alternativa alla moto nei trasferimenti
a medio e lungo raggio. Cominciamo ad essere visti con meno sospetto,
il confronto ha portato ad un riconoscimento reciproco. Purtroppo
i momenti vissuti a Sturgis corrono in fretta.
Ed è tempo di lasciarsi alle spalle Mount Rushmore, con i
volti dei quattro Presidenti scolpiti nella roccia. L'immagine-simbolo
delle splendide Black Hills chiude la nostra avventura a Sturgis.
Ma il nostro viaggio continuerà: dal Parco di Yellowstone,
nel Wyoming, scenderemo a sud attraversando il Nebraska, per poi
salire in quota verso l'aria rarefatta di Denver. Poi i boschi e
le montagne del magnifico Colorado si trasformeranno in paesaggi
tormentati di sconvolgente bellezza, dell'Indian Country, la regione
delle riserve indiane. Scivoleremo nei canyon dello Utah, sino a
Moab, pregustando i suggestivi scenari della Valley of Gods. Ancora
in Colorado tra le verdi montagne del Mesa Verde National Park,
sino al paesaggio incantato della celebre Monument Valley, scenari
di "Ombre Rosse"! Le emozioni non ci lasceranno riprendere fiato,
neanche per un attimo: eccoci al tramonto sul Lake Powell, con i
suoi colori irreali. Poi entreremo in Arizona, con la magia del
Grand Canyon. Seguiremo il Rio Colorado, in pieno deserto, e quando
polvere e cactus ci avranno infine saziato, laggiù, alla
fine dell'Highways 93 ci attende Las Vegas, che ammicca invitante
come una sirena! Due notti di follie nei più famosi hotel-casinò
del Nevada, prima di affrontare l'infernale Valle delle Morte, rapiti
dal fascino di un paesaggio senza vita. Sognavamo la California
e, nel risalire i più bei parchi nazionali, dal Sequoia allo
Yosemite, conquisteremo San Francisco!
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