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Eravamo in "centottanta" sulla rupe!



Capo Nord, destinazione leggendaria, classica ma sempre attuale, una meta......divenuta un mito. Trent'anni fa arrivarci voleva dire compiere un gesto eroico, viaggiare per centinaia di chilometri su strade sterrate e con scarse possibilità di assistenza e rifornimento. Oggi è per tutti un viaggio facile. Facile ma non facilissimo.... soprattutto se ci si arriva con lo scooter!

Testo: Pietro Verdesca Zain
Foto: Fullmonty Travel


Chi non ricorda l'ultima edizione del Giro ciclistico d'Italia, quando la maglia rosa appariva sempre circondata da puntini gialli ? I puntini gialli altro non erano che gli X9 500 Piaggio, nella nuovissima livrea lemon. I maxi-scooter stupirono il pubblico televisivo, pronti com'erano a brucianti accelerazioni in salita, a sorpassi da brivido nelle velocissime discese della corsa. Fu una grande operazione pubblicitaria che seppe dare al grande pubblico la dimostrazione che i moderni maxi-scooter (sempre più "moto" e sempre meno "scooter") sono mezzi buoni per il turismo, anche a lungo raggio. La Casa di Pontedera ha voluto ribadire questo messaggio e lo ha fatto senza clamore: nasce il progetto "X9 a Capo Nord". L'occasione scaturisce dalla nuova collaborazione instauratasi tra la Piaggio e la Fullmonty Travel, tour operator di Latina, che annualmente conduce gruppi di motociclisti in ogni parte del mondo. Ad uno dei tour leader del gruppo Fullmonty è stato assegnato un X9 180, con licenza di strapazzarlo sino a morire. Né poteva essere diversamente dato che il tour leader, in questo genere di viaggi, deve obbligatoriamente e costantemente tenere la testa del gruppo. E se per una moto rispettare i rigidi limiti di velocità scandinavi significa reprimere la voglia di "aprire a manetta", per il piccolo "180" si è trattato semplicemente di un viaggio........ a tutto gas! Sempre al massimo, da mattina a sera, per 15 giorni, per due volte consecutive di 6.000 chilometri ognuna. Due infatti erano i tour programmati per Capo Nord: uno a Luglio, l'altro ad Agosto. Un test massacrante. L'aeroporto di Copenaghen si riempie di insolita allegria all'arrivo del gruppo Fullmonty Travel. I centauri non stanno più nella pelle al pensiero che tra un attimo rivedranno la loro moto in hotel. Già, perché Fullmonty Travel ha inventato il Capo Nord fly and drive, ovvero "mai più 5 giorni solo per andare e tornare dalla Scandinavia", attraversando le noiose e trafficatissime autostrade italiane e tedesche. Molto meglio volare comodamente su Copenaghen e lì trovare la propria moto, accuratamente trasportata dall'Organizzazione. Roba di lusso! C'è chi dice che in tal modo la conquista di Capo Nord perda valore. Ma sono forse i 4.000 chilometri di autostrade a dare un senso all'impresa? Noi riteniamo proprio di no. La formula fly and drive elimina la "buccia" (le autostrade) e lascia ai mototuristi la "polpa", ovvero i 6.000 chilometri di meraviglie attraverso i più esclusivi ed inediti itinerari scandinavi, fino a Capo Nord. La formula rende il viaggio adatto anche ai maxi-scooter che, diversamente, non potrebbero viaggiare insieme alle moto sulle velocissime autostrade tedesche, dove non esistono limiti di velocità! Il viaggio è appena cominciato ma il gruppo si concede subito una giornata di relax nella splendida capitale danese, passeggiando tra gli edifici storici della City o lungo la Stroget, la via pedonale dello shopping nonché ritrovo dei turisti di ogni parte del mondo. Inutile dire che Copenaghen meriterebbe molto di più del nostro tempo, ma un viaggio itinerante, si sa, è pur sempre un compromesso. E se vogliamo andare e tornare da Capo Nord sarà bene partire all'indomani. Istintivamente mi dirigo verso l'imbarco di Helsingor e così mi rendo conto che ..........mancavo dalla Scandinavia da più di tre anni! Tanto è passato dall'inaugurazione del gigantesco ponte autostradale per Malmoe, un'opera ingegneristica colossale che consente di raggiungere la Svezia con estrema rapidità. Attenti però al pedaggio: carissimo. Il nostro itinerario si snoda fra una miriade di laghi di ogni dimensione, disseminati in una ricca vegetazione. Arriviamo a Stoccolma, austera ed elegante, percorrendo l'unico tratto autostradale scandinavo. Poi la marcia riprende verso nord ma anziché seguire la costiera, ovvero la rotta turistica più battuta, ci inoltriamo nell'interno, risalendo la dorsale scandinava, sempre in territorio svedese. Attraversiamo dapprima sterminate foreste, poi desolati altipiani che conducono verso il grande nord. Comincia il festival delle sensazioni forti, dei ricordi indelebili, dei momenti "veri": comincia il viaggio! I tour leaders che si alternano alla guida non possono concedere tregua alcuna all'X9. Le moto scalpitano da dietro, frequentemente sorpassano lo scooter per concedersi allunghi ben oltre i limiti di velocità consentiti. Al piccolo Piaggio non resta che praticare l'unica valida strategia: il tutto gas continuo. Le moto però rientrano ben presto in coda all'X9, specie in prossimità di bivi o svincoli stradali dove può essere estremamente facile sbagliare direzione. Raggiungiamo Avesta, nel cuore della Dalarna Svedese, dove impera il grande cavallo rosso, simbolo della regione. Poi Ostersund ed infine Lulea, sulle rive del Golfo di Botnia. In tre giorni la rotta, che punta decisa verso nord, ci consente di entrare in Finlandia, nel cuore della Lapponia, seppure al prezzo di 500 chilometri al giorno. Rovaniemi è tappa obbligata in un viaggio a Capo Nord. La città è il simbolo dell'Artico perché contrassegnata dal passaggio del Circolo Polare. La foto al "Napapiiri" sarà pure banale, ma si poteva forse evitare? Certamente no, anche perché non ci risulta che altri scooter di così ridotta cilindrata abbiano mai raggiunto questa meta ai ritmi motociclistici che abbiamo dovuto mantenere noi. Rovaniemi è anche una città importantissima sotto il profilo architettonico ed urbanistico e, probabilmente, meriterebbe più tempo e maggiore attenzione. In Lapponia si comincia ad apprezzare la trasformazione inesorabile della natura. A queste latitudini le foreste di betulle cedono lentamente il passo alla tundra. Il paesaggio muta radicalmente aspetto e le strade, che sino ad ora avevano aperto come una lama la fitta vegetazione, si perdono in sconfinate e desolate lande, tormentate da venti gelidi. Difficile immaginare lo scenario di questi luoghi in inverno, quando la temperatura scende sovente sotto i 40°! Ora un tiepido sole ci consente di viaggiare a +5/10°, temperatura che speriamo possa accompagnarci per gli ultimi 500 chilometri che ci separano dal tetto d'Europa, la mitica rupe di Capo Nord!

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